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Fontimedia Marketing Blog

3 consigli per migliorare la strategia con la marketing automation

Pubblicato da Janine Fiorani il 30-gen-2018 12.30.00

🕓 Tempo di lettura: 4 minuti


marketing automationI contatti acquisiti attraverso la vostra strategia digitale B2B non devono essere sprecati o forzati a diventare clienti prima che siano effettivamente pronti. È fondamentale attivare e gestire al meglio dei processi che nutrano i contatti fino a farli diventare maturi. Come?

 

Con la marketing automation: nel prossimo articolo vi daremo qualche suggerimento.

  • Analisi dei contatti
  • Workflow personalizzati
  • Attività di follow up e ottimizzazione dei risultati

Cosa significa marketing automation?

Con marketing automation si fa riferimento ad un software in grado di automatizzare le attività della propria strategia di marketing, rendendole più efficienti:

 

Ecco 3 consigli per ottimizzare il vostro marketing automatico

Attivare un processo di marketing automatico significa nutrire i propri lead lungo tutto il processo di vendita, fornendo contenuti personalizzati per il pubblico target interessato alla specifica proposta. Ciò implica una costante attenzione, fin dall’inizio, verso tutte le fasi di acquisizione del lead, senza farsi prendere troppo dall’entusiasmo per la semplice generazione di nuovi contatti, ma preoccupandosi sempre dell’ottimizzazione di tutte le relazioni esistenti. Questa strategia chiave affianca, all’interno del meccanismo di inbound marketing, i processi finalizzati all’attrazione di traffico al sito, alla conversione dei visitatori in lead e alla trasformazione dei visitatori in clienti. Ecco da dove partire.

 

Curioso di scoprire come funzionano i processi di automazione? Clicca qui!

 

Analisi dei contatti

Normalmente, i processi di automazione si innescano quando un visitatore del sito, compilando il form della landing page con i propri dati per scaricare un contenuto, diventa un lead. A questo punto si attiva una campagna di lead nurturing, composta da una serie di messaggi inviati al potenziale cliente, processo che si protrarrà lungo tutto il suo percorso d’acquisto e oltre: in questo modo gli vengono fornite informazioni utili, capaci di anticipare le sue stesse richieste. L’obiettivo di queste campagne è qualificare il contatto fino al momento in cui sarà pronto per l’acquisto. I contatti acquisiti sono i protagonisti della vostra strategia, perciò è fondamentale, non solo conoscere i loro interessi, ma guidarli continuamente verso le soluzioni più idonee per loro. È importante che ogni messaggio inviato al lead si concluda con l’indicazione del passo successivo; in che modo farlo? Offrendogli ulteriori contenuti che illustrino ancora più nel dettaglio il prodotto o servizio oggetto del suo interesse, oppure, se ritenete che il contatto sia già pronto all’acquisto, invitandolo a richiedere un incontro con il team per una consulenza personalizzata.

 

Workflow personalizzati

La definizione degli obiettivi è alla base del processo di automazione, la cui impostazione prevede un workflow di attività sempre aggiornato che non si esaurisce nel momento in cui un utente ha eseguito una determina azione, ma continua in modo costante e naturale. I messaggi personalizzati che indirizzate ai lead devono essere esaustivi, fondati su dati reali e proposti sulla base degli interessi del destinatario.

Qualche consiglio per una corretta gestione del processo di qualificazione del lead? Non dimenticatevi di condividere la strategia con i diversi dipartimenti aziendali, a seconda delle competenze. Un esempio pratico: se un utente richiede una consulenza tramite il form di contatto, potrebbe essere pronto all’acquisto ed è bene che il dipartimento commerciale ne sia al corrente e prenda in carico la gestione. Fare in modo che le giuste fasi del processo del buyer’s journey siano dirette dalle persone correte vi permetterà di coordinare al meglio e nel modo più efficiente la mole di lavoro a vostro carico, nonché di garantire al contatto la giusta professionalità.

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Attività di follow up e ottimizzazione dei risultati

Una volta impostati, i processi automatici entreranno in azione. Lato vostro, ponete molta attenzione da adesso in poi: come ogni attività strategica di marketing, anche questa deve essere costantemente monitorata, analizzata ed ottimizzata per migliorare ciò che ha funzionato poco o ciò che deve essere rivisto in toto. Studiare i comportamenti dei visitatori vi aiuterà a capire come impostare il vostro lavoro, ad esempio se accorciare il processo di automazione perché dei passaggi non sono necessari o se integrare con ulteriori step. Il consiglio realistico che vi possiamo dare è di impostare dei controlli periodici, indicativamente ogni 2-3 settimane e farli diventare parte integrante dell’attività lavorativa quotidiana, per non perdere di vista questa fase importante.


 

Abbiamo visto le tre principali attività di implementazione della marketing automation. Come si può immaginare, monitorare costantemente le vostre attività richiede tempo, impegno e risorse a disposizione, rendendo la definizione dei processi, la supervisione degli stessi e il monitoraggio del pubblico target per nulla banali. I vantaggi che, però, ne trarrete saranno molti. Pronti per scoprirli?

 

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