<img height="1" width="1" style="display:none;" alt="" src="https://dc.ads.linkedin.com/collect/?pid=19740&amp;fmt=gif">

Fontimedia Marketing Blog

Come integrare la strategia di storytelling marketing ai dipartimenti

Pubblicato da Laura Rinaldi il 9-lug-2019 12.30.00

🕓 Tempo di lettura: 3 minuti

Find me on:

storytelling marketing

Fare corporate storytelling significa comunicare in modo efficace e coinvolgente la storia, la mission e i valori di un’azienda, per aiutare il pubblico a dare un senso alle proprie decisioni d’acquisto. Lo storytelling aziendale comprende ogni tipo di messaggio inviato, intenzionalmente o meno, e tutto ciò che si dice al di fuori dell’impresa. Sicuramente è difficile controllare la reputazione nella sua totalità, per questo è importante avere una solida strategia alla base. Vediamo nell'articolo di oggi perché lo storytelling può davvero fare la differenza e quali sono le difficoltà più comuni nell’affrontare il cambiamento.


La sfida: definire la strategia di storytelling marketing

Realizzare e dar vita a una strategia di storytelling marketing richiede un grande sforzo da parte dell’intera azienda, perché si tratta di accettare cambiamenti importanti all’organizzazione e al modo di intendere tutti i processi.

L’idea del “lo farò dopo” è molto radicata nelle persone, ma può essere davvero deleteria. Si tende sempre a rimandare, soprattutto quando si tratta di dar vita a una trasformazione forte, come modificare i messaggi aziendali o cambiare il modo di vendere i propri servizi, anche perché bisogna chiedere a tutti i dipendenti di contribuire a tale impegno. Anche se si trattasse dell’idea migliore del mondo, la tentazione di temporeggiare è difficile da superare.
Il primo passo è quindi agire subito. Iniziare da piccoli cambiamenti quotidiani, senza stravolgere e rivoluzionare tutto improvvisamente: è il modo migliore per evitare resistenze e opposizioni. Nei prossimi paragrafi vedremo quali sono le 3 principali criticità a cui si può andare incontro.

 

storytelling aziendale

 

1. Avere sempre una visione a lungo termine

Oggi le persone sono abituate ad avere tutto e subito, quindi non vedere i risultati del nuovo approccio nell’immediato può risultare destabilizzante, creare dubbi e perplessità. Nel mondo del marketing b2b, però, i processi richiedono tempo e pazienza: a volte servono anni per ottenere cambiamenti significativi e progressi.
Per questo, è necessario mantenere una prospettiva a lungo termine, per stabilire quanto tempo si impiegherà per creare qualcosa di davvero eccezionale e sorprendente. Ci possono essere delle vittorie immediate sepolte nel tuo business, magari aspetti di cui non si è mai parlato, o se ne è parlato poco, o non abbastanza. Se pensi che sia così, scava a fondo, tira fuori questi aspetti, rifiniscili e preparali affinché se ne possa parlare il prima possibile, sempre che abbiano ancora valore.

 

2. Trasmettere una vision chiara

Le aziende sono fatte di persone, per questo motivo molte hanno le stesse caratteristiche di chi ci lavora: alcune sono reattive perché le persone valutano positivamente il cambiamento, altre invece sono più lente nella loro evoluzione, perché i collaboratori sono resistenti alle novità.
Generalmente, ogni azienda ha un leader che imposta la direzione da seguire. Se è in grado di proporre una vision chiara, ci saranno maggiori possibilità che i dipendenti reagiscano al cambiamento in modo più veloce e positivo. È fondamentale, quindi, che i responsabili condividano la vision, la illustrino e attuino una serie di misure per accompagnare e sostenere i dipendenti nella transizione dallo stato attuale a quello nuovo.

storytelling marketing

3. Tempi dilatati che sembrano infiniti

Ci sono davvero moltissimi aspetti che entrano in gioco nel momento in cui c’è la necessità di creare una strategia di storytelling marketing e anche dare inizio al processo sembra impossibile. Bisogna considerare che le grandi aziende spesso hanno a che fare con questioni politiche o territoriali e il loro metodo di lavoro si basa solo sulla propria salvaguardia. Questo significa che qualsiasi cambiamento richiederà mesi di cooperazione di consultazioni tra vari dipartimenti. La difficoltà sta anche nel capire a chi competono i messaggi e i contenuti aziendali: al marketing? Al dipartimento di comunicazione? Ad un’agenzia esterna? Al CEO?
Le imprese più piccole, invece, sono più semplici da gestire, ma il più delle volte non sono propense a correre rischi e ad attuare cambiamenti drastici. Sono anche meno inclini ad una visione a lungo termine e a fare investimenti appropriati, rimanendo pazienti mentre il cambiamento si avvia e mette le radici.

Ci possono essere, soprattutto all’inizio, dei momenti di difficoltà: l’importante è non arrendersi e cercare il più possibile di mantenere tutti gli aspetti sotto controllo, stimolando e incuriosendo i dipendenti e condividendo anche risultati all’apparenza banali.

 



In un contesto come quello di oggi, ciò che fa la differenza non sono le campagne pianificate, la tecnologia acquistata o la grandezza del team vendite. Se l’azienda non ha una storia coinvolgente, sensazionale ed emozionante che racconti cosa fa e come aiuta i clienti a risolvere i loro bisogni, non raggiungerà mai gli obiettivi prefissati, o comunque non in maniera rilevante.

È difficile che si parli di questi aspetti, perché nessun esperto di marketing identifica lo storytelling come il pezzo mancante del puzzle: eppure, è la strategia più valida che si possa attuare e portare avanti per i prossimi anni. Se vuoi consigli su come implementare una strategia di storytelling marketing in azienda, non esitare a prenotare una consulenza gratuita: uno dei nostri esperti saprà rispondere a tutte le tue domande!

New Call-to-action



 

Topics: Strategia digitale B2B, Content Marketing, storytelling