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Landing page: quale tasso di conversione può essere considerato buono?

Pubblicato da Laura Rinaldi il 2-apr-2020 12.30.00

🕓 Tempo di lettura: 3 minuti

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landing pageIl tasso di conversione delle landing page è una delle metriche più rilevanti, quando si parla di lead generation b2b. Per questo è importante monitorarlo costantemente e, quando il numero di lead risulta basso rispetto al benchmark, fare gli aggiustamenti necessari.

Come capire quando il conversion rate non è ottimale? Ne parliamo nell’articolo di oggi.

Come migliorare la landing page e generare più lead

Le landing page hanno caratteristiche differenti rispetto alle normali pagine di un sito web b2b. Essendo create per raggiungere obiettivi specifici, hanno una struttura diversa e presentano strategie di conversione peculiari. La metrica che si prende in considerazione quando si parla di una landing page efficace è il tasso di conversione, ovvero la percentuale di visitatori che completa una determinata azione sulla pagina.

Un tasso di conversione del 20% può essere considerato buono?

Senza contestualizzare il dato in questione considerare ulteriori fattori, è impossibile dare una risposta sensata.

La chiave è monitorare i dati e continuare a ottimizzare le landing page, per aumentarne il tasso di conversione. Si tratta di un processo fatto di prove e test, su base mensile, che ha inizio da queste domande:

  • da quali pagine iniziare?
  • che tipo di modifiche effettuare?
  • quanto tempo è meglio attendere prima di vedere qualche cambiamento?
  • quante modifiche prevedere?

Proviamo a rispondere con qualche esempio concreto.

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Innanzitutto, bisogna partire dai dati. In particolare, è necessario avere a disposizione:

  • la lista delle URL di ogni landing page del sito web
  • il numero di visitatori che ogni mese atterrano sulle diverse pagine
  • i tassi di conversione di ogni landing page su base mensile

Le URL che presentano un traffico elevato e un conversion rate basso sono quelle più interessanti, perché forniscono maggiori opportunità di miglioramento. In questo caso, significa che molti utenti visitano la pagina, ma pochi compiono l’azione desiderata. La chiave è provare a capire il motivo e modificare la pagina di conseguenza.

La prima cosa da fare è stabilire le priorità.

Immaginiamo di analizzare le landing page di un sito web b2b (i dati sono su base mensile):

Landing page 1

Presenta una media di 500 visitatori, con un tasso di conversione del 10%. Inizieremo da questa pagina, dato che è molto visitata, ma gli utenti convertono molto poco. Significa che qualcosa non va.

Landing page 2

Presenta una media di 456 visitatori, con un tasso di conversione del 26%. Converte meglio rispetto alla 1, ma i volumi mostrano che, migliorando ulteriormente il tasso di conversione, si potranno generare molti più lead. È quindi la seconda pagina da rivedere.

Landing page 3

Presenta una media di 344 visitatori, con un tasso di conversione del 50%. Questa landing page ha valori molto buoni, può essere analizzata per capire quali sono i punti forti che hanno permesso di ottenere i risultati e provare a replicarli nelle altre pagine.

Landing page 4

Presenta una media di 320 visitatori, con un tasso di conversione del 5%. Probabilmente si tratta di una pagina di contatto, in cui gli utenti tipicamente non compiono azioni. Non necessita di interventi urgenti.

Landing page 5

Presenta una media di 190 visitatori, con un tasso di conversione del 12%. Non è prioritaria, dato che i visitatori sono pochi, ma bisogna comunque intervenire per cercare di migliorare le sue performance.

landing page

Dopo aver stabilito un piano di azione, si può iniziare a sperimentare, modificando una variabile alla volta.

Solo in questo modo si potrà comprendere quale cambiamento sia risultato efficace ed eventualmente replicarlo nelle altre landing page. Ecco gli elementi a cui prestare attenzione.

  • Frm: più campi sono presenti, minore è il conversion rate
  • Titolo e sottotitolo: uno dovrebbe essere più creativo e l’altro più pratico e diretto, per fere percepire agli utenti il valore aggiunto e dia loro le informazioni che cercano
  • Elementi visivi: può essere efficace provare ad aggiungere un’immagine, un video o modificarne la collocazione
  • Testi: il consiglio è renderli concisi, ma coinvolgenti, in modo da invogliare i visitatori a compiere l’azione richiesta
  • Testimonianze: può risultare utile inserire i commenti di altri utenti, soprattutto nel caso in cui la landing page inviti a scaricare un contenuto o prenotare una demo

L'ideale è effettuare una modifica e analizzare nuovamente la pagina il mese successivo, per verificare se il tasso di conversione è migliorato o meno. Deve diventare un vero e proprio schema da applicare in modo continuativo, con l’obiettivo di generare un numero sempre maggiore di lead.


Per chi è alle prime armi potrebbe sembrare un processo complicato, ecco perché è utile affidarsi a un’agenzia specializzata in marketing b2b che conosce bene le variabili in gioco ed è in grado di individuare subito gli elementi da migliorare in una pagina poco efficace.

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Topics: Lead Generation B2B, Strategia digitale B2B, sito web aziendale